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Calcolare la volatilità nel Forex

Se state pensando seriamente di iniziare ad investire nel Forex, e siete arrivati fin qui cercando quante più informazioni possibili sul trading online, siamo certi che una delle parole che avrete maggiormente letto sui blog finanziari è senza dubbio “volatilità”. Come si suol dire, prezzi e volatilità vanno a braccetto e un forex trader che voglia avere successo nel trading sulle valute, non può non sapere cosa significhi questo termine. Il broker GTCM , grazie al conto demo e all’ampia offerta relativa alla didattica, vi consentirà di imparare a calcolare la volatilità nel forex e molti altri concetti di trading.

Calcolare la volatilità nel Forex: cos’è la variazione percentuale del prezzo?

In economia, la volatilità rappresenta un indicatore che misura la variabilità del rendimento di un bene finanziario. Per variabilità si intende l’incertezza dei movimenti dei prezzi nel futuro. Detto ancora in altre parole, la volatilità è l’ampiezza del cambiamento di un prezzo in un determinato arco temporale. Perché è importante conoscere la volatilità nell’ambito degli investimenti finanziari? La risposta è che valutare il cambiamento dei prezzi significa, contemporaneamente, valutare anche i rischi legati ad una determinata operazione. Allo stesso modo, grazie a questo indicatore, sarà possibile anche farsi un’idea dell’opportunità che offre una determinata operazione finanziaria.

Nel trading online esistono due tipologie di volatilità:

  • Volatilità storica: misura della variazione percentuale del prezzo in arco temporale precedente la data di calcolo.
  • Volatilità implicita: calcolo a ritroso dei cambiamenti di un prezzo.

Soffermiamoci un attimo anche sulle caratteristiche del calcolare la volatilità nel forex, ovvero quelle peculiarità che la rendono uno strumento indispensabile per ogni trader:

  • Ciclicità: generalmente, a periodi di bassa volatilità ne seguono altri di forte volatilità. Ciò significa che la volatilità è ciclica, quindi aumenta e diminuisce periodicamente. Rispetto ai prezzi, per questa sua caratteristica, la volatilità può essere maggiormente prevedibile ed ecco la motivazione principale per la quale questo indicatore viene utilizzato dalla maggior parte degli investitori.
  • Persistenza: si tratta di una sorta di forte coerenza, o meglio ancora potremmo dire testardaggine. La volatilità infatti tende a persistere nel tempo, ripetendosi giorno dopo giorno, fino al termine del suo “ciclo”.
  • Regressione verso la media: in questo caso parliamo del comportamento della volatilità a seguito del raggiungimento di determinati picchi. Non importa siano essi al rialzo o al ribasso, la volatilità – dopo aver raggiunto un estremo – tenderà a ritornare verso valori medi.

Come si calcola la variazione della percentuale di un prezzo

Se il concetto di volatilità può risultare abbastanza comprensibile, il difficile arriva con i calcoli. Per calcolare la volatilità nel forex, i traders utilizzano due metodi principali:

  • True Range: i dati da prendere in considerazione, con questo metodo, sono svariati. Occorre prendere nota del prezzo minimo e del prezzo massimo rilevati nella giornata in cui si effettua il calcolo; il prezzo di chiusura della giornata precedente e il massimo attuale. Il prezzo di chiusura della giornata precedente e quello minimo della giornata di calcolo. Il true range è il valore più alto tra questi. Generalmente viene associato ad una media mobile, con l’obbiettivo principale di calcolare la volatilità, ma anche di individuare i punti di stop loss e take profit.
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True Rangem- rappresentazione grafica

L’invenzione del True Range (nome completo: Average True Range) si deve a Welles Wilder. Questo specifico calcolo della volatilità mostra però dei limiti evidenti. Non tiene per esempio conto dei giorni in cui la fluttuazione del prezzi è particolarmente forte.

In sé e per sé dunque il true range può risultare scarsamente utile, a meno che non lo si utilizzi confrontando il risultato degli andamenti passati, e costituendo una media. Wilder a tal proposito indicava l’opportunità di costituire una media a 14.

Viene da sé che l’ATR risulti maggiormente utile in presenza di mercati forti, mentre perde nettamente il suo valore di indicazione nei mercati deboli, poiché non riesce  a tenere adeguatamente  in considerazione dei numerosi “falsi segnali”.

  • Statistica: questo metodo risulta leggermente più complicato del precedente e si basa essenzialmente sul calcolo della deviazione standard annuale, ovvero il gap che intercorre tra i dati rilevati e quelli previsti, nell’arco temporale di un anno. Per arrivare alla volatilità, occorrerà eseguire la seguente operazione: deviazione standard* 100 * radice quadrata di 256. (il num 256 sta ad indicare i giorni di trading durante un anno).

L’approccio di tipo statistico ha l’innegabile vantaggio di misurare con maggior precisione il tasso di volatilità del mercato, sia nei contesti più forti che in quelli più deboli, partendo da un arco temporale analizzato molto ampio e standardizzato.

Le bande di Bollinger

Inoltre, i risultati statistici di questo tipo di approccio consentono di integrare ulteriori strumenti di analisi molto utili per gestire la volatilità e, di conseguenza, ponderare con maggior certezza l’eventuale entrata con una posizione.

È il caso delle Bande di Bollinger (dall’ideatore, l’analista tecnico John Bollinger), un indicatore di analisi tecnica tra i più utilizzati dai trader di tutto il mondo.
In poche parole, partendo da una media mobile a 21 periodi, vengono aggiunte al grafico ulteriori due linee (una superiore e una inferiore), date dall’addizione e dalla sottrazione del valore doppio della deviazione standard (di cui sopra).

Graficamente, il risultato sarà la visualizzazione di vere e proprie “bande” all’interno delle quali figurano le candlesticks. L’ampiezza delle bande sarà proporzionale al tasso di volatilità del mercato, ed i segnali più importanti emergeranno quando le candele dei prezzi si avvicineranno, o addirittura “romperanno” il limite circoscritto dalle bande. Come sappiamo infatti, a seguito di un “avvicinamento” ai bordi delle bande il prezzo tenderà a riportarsi nei valori medi, pertanto una rottura del limite della banda al rialzo sarà un potenziale segnale di trend ribassista, e naturalmente viceversa.

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Espressione su grafico delle Bande di Bollinger

Concludendo, la calcolare la volatilità nel forex rappresenta un ottimo modo per capire come aprire una posizione nel forex e nel trading online.

Un fattore molto importante è ricordare sempre che, come per tutti i parametri, l’utilizzo esclusivo di un unico strumento può rappresentare un rischio per le operazioni di trading. Si raccomanda quindi di affiancare all’analisi sulla volatilità anche ulteriori strumenti di valutazione e oscillatori tecnici.

Nella guida principianti forex potrete avere un quadro generale dei mercati finanziari e dei segreti degli investimenti.